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venerdì 2 gennaio 2015

Pubblicazione della Relazione sui risultati del Piano Anticorruzione 2014: Comuni capoluogo


Aggiornato al 2/1/2015 ore 13.00

Qualche settimana fa, l'ANAC ha reso noto la scheda standard da utilizzare per  la relazione sui risultati dell'attivita' che i Responsabili Anticorruzione sono tenuti a redigere e (avrebbero dovuto) pubblicare  sul sito istituzionale del proprio ente, entro il 31 dicembre 2014.

Questa breve verifica  riguarda il riscontro di pubblicazione della scheda nella sezione Amministrazione Trasparente - sottosezione Altri Contenuti-corruzione,  con riferimento ai Comuni capoluogo.
I risultati alla data del 2 gennaio 2015:
- n.  88 dei 117 comuni capoluogo hanno  provveduto a pubblicare nei termini il file richiesto;
- 27 Comuni Capoluogo non hanno ad oggi ancora adempiuto (5 di essi hanno pubblicato un file pdf che è stato considerato al pari dell'inadempimento, per quanto precisato dall'Autorità Anticorruzione);
-  n. 2 Comuni hanno invece pubblicato un file di non immediata lettura.
 
Ora, considerate le precisazioni fornite da ANAC, la chiarezza delle istruzioni per la compilazione,  la concretezza della domande poste e la semplicità di formulazione delle risposte (prevalentemente SI/NO), non è dato comprendere il motivo che ha portato ben 27 Comuni capoluogo ad essere, ancora una volta, inadempimenti.

(aggiornamento: il 24 gennaio i comuni che hanno adempiuto all'obbligo risultano essere 96).
 Il file della verifica (aggiornato al 24 gennaio) è qui disponibile in formato aperto per il libero riuso (con preghiera di citarne la fonte).



domenica 26 ottobre 2014

Piano Anticorruzione, Programma Trasparenza e Codice di comportamento, non sono formalità! Ipse dixit.

Il sito dell'Autorità Anticorruzione
Qualche post fa evidenziavo la scarsa utilità dei Programmi della Trasparenza adottati dai Comuni capoluogo, a causa della loro sostanziale inadeguatezza a definire il processo di trasparenza che dovrebbe permeare l'attività dell'Ente.
Mancano infatti, nella maggior parte dei casi, la ricognizione degli adempimenti di pubblicazione intervenuti, un effettivo coinvolgimento degli stakeholder, una descrizione organizzativa volta a definirne il processo. Lasciando perdere lo stato della comunicazione interna e il grado di coinvolgimento dei dipendenti....

Con il Regolamento per l'esercizio del potere sanzionatorio, l'ANAC, grazie alle nuove competenze riconosciutele con il D.L. 90/2014 (come convertito nella legge n. 114/2014), ha disciplinato il procedimento diretto a sanzionare quei soggetti che  hanno omesso di adottare il Piano Anticorruzione, il Programma Triennale per la Trasparenza o il Codice di Comportamento per i dipendenti.

Evidentemente consapevole che più che nella mancata adozione dell'atto, la criticità stia nei suoi contenuti, spesso scarsamente utili a raggiungere lo scopo sistemico voluto dalla nuova normativa, l'Autorità definisce il concetto di  "omessa adozione" parificandone le ipotesi che definirei di "inutile adozione".
"Equivale ad omessa adozione", dice il Regolamento:a) l'approvazione di un provvedimento puramente ricognitivo di misure, in materia di anticorruzione, in materia di pubblicità ovvero in materia di Codice di comportamento;
b) l'approvazione di un provvedimento il cui contenuto riproduca in modo integrale analoghi provvedimenti  adottati da altre amministrazioni, privo di misure specifiche introdotte in relazione alle esigenze dell'Amministrazione interessata; 
c) l’approvazione di un provvedimento privo di misure per la prevenzione del rischio nei settori più esposti, privo di misure concrete di attuazione degli obblighi di pubblicazione di cui alla disciplina vigente, meramenteriproduttivo del Codice di comportamento emanato con D.P.R. 16 aprile 2013 n. 62.

Credo che la novità vera di questo Regolamento stia proprio nella sua  dichiarata  volontà di superare la logica dell'adempimento, così cara ai nostri  burocrati.